CASALE – Sono passati più di vent’anni da quando, agli inizi degli anni ‘90, quasi mille albanesi in fuga dalla loro terra d’origine dopo la caduta del regime comunista arrivarono in città, perché le caserme casalesi da poco dismesse vennero destinate, con il consenso del sindaco Riccardo Coppo, a luoghi per la loro accoglienza. Oggi i cittadini di origine albanese che abitano a Casale sono più di 1500: una comunità che si è ben integrata nel tessuto casalese grazie anche all’impegno di chi, come il compianto don Gigi Gavazza, ha favorito l’incontro tra persone appartenenti a culture e tradizioni differenti. Per celebrare questa integrazione, in questi giorni una troupe di Radio Televizioni Shqiptar (RTSH), l’emittente radiotelevisiva pubblica albanese, è in città per alcune riprese ed interviste nelle scuole e nei luoghi di ritrovo frequentati dai casalesi di origine albanese, oggi presenti in città con seconde e terze generazioni. Ieri, mattinata di festa all’Istituto Comprensivo “Negri” con i bambini che hanno sventolato le bandiere rosse con l’aquila nera a due teste, cantato canti albanesi e gustato dolci albanesi preparati dalle mamme. «Gli studenti e le studentesse di origine albanese – sottolineano gli insegnanti del Negri – hanno un rendimento scolastico molto elevato e molte volte dimostrano un impegno dal quale gli studenti italiani, meno motivati di loro, dovrebbero imparare». Oggi, in Sala Consigliare si terrà l’incontro della Giunta con il console albanese e con alcuni cittadini di origine albanese ben integrati nella vita sociale e civile casalese.
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