Dopo l’incontro di lunedì scorso a Palazzo Lascaris tra l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta e Sindaci del territorio alessandrino, restano ancora note dolenti che tormentano il sistema sanitario cittadino. Dice il Sindaco di Casale che “viene confermata l’importanza del reparto ospedaliero di Oncologia, per il quale è stato avviato il concorso nazionale per l’acquisizione di un primario, l’aumento della attività ambulatoriale e di day-hospital (il ricovero di un giorno) e la possibilità di utilizzare posti letto per pazienti critici da stabilizzare”. E sulla questione dei posti letto in Oncologia “è utile fare definitiva chiarezza – precisa Titti Palazzetti – Il reparto potrà utilizzare gli attuali posti letto (10) secondo i suoi bisogni, attraverso una gestione dei posti-letto in comune con tutti i reparti del Dipartimento di Medicina (ovvero l’area dove confluiscono i reparti non chirurgici: medicina generale, neurologia, oncologia, nefrologia, etc.)”.
A Palazzo san Giorgio però la minoranza la pensa decisamente in modo opposto.
“E’ ufficialmente un addio ai posti letto del reparto di oncologia – sostiene Giorgio Demezzi, consigliere di FI – In sostanza i posti letto non saranno più in oncologia, ma saranno attribuiti ad altri reparti”. Per Nicola Sirchia, coordinatore cittadino di FI, “non convince la situazione di Oncologia e le parole della sindaca non fanno che confermare che questo reparto è (e rimane, ad oggi) previsto senza letti dedicati, rimandando all’uso eventuale di 10 letti di Medicina che però risultano già allo stato attuale avere un indice di occupazione elevatissimo!” E come se non bastassero questi problemi a rendere turbolenta l’attesa di soluzioni convincenti, voci e spifferi in uscita dall’Ospedale S. Spirito fanno temere che per il reparto di Cardiologia si sta preparando un “pacchetto” che impedirà di mantenere attiva la terapia intensiva dell’unità coronarica. Si sussurra che saranno ridotti a due unità gli infermieri di servizio durante la notte nel reparto, dove attualmente ne sono presenti tre (due infermieri seguono i malati, uno controlla il monitor). Questa decisione in pratica annulla il numero minimo legale per mantenere la terapia intensiva, che diventerà quindi un normale reparto di degenza. C’è comunque una notizia confortante, “sarà mantenuta e qualificata – lo dice il sindaco Palazzetti – l’importante ‘Unità Funzionale Mesotelioma Interaziendale’ (UFIM), frutto di un accordo organizzativo e scientifico fra l’ ASL di Alessandria e l’Azienda Ospedaliera sempre a vantaggio della ricerca e della cura dei pazienti affetti da mesotelioma”.