CASALE – Botta e risposta tra maggioranza e minoranza giovedì scorso in consiglio comunale sul nuovo progetto di Polizia Locale, illustrato dal sindaco Titti Palazzetti, che vuole fare di Casale la capitale del Monferrato nei fatti e un punto di coordinamento nei servizi. “Questo progetto prevede – ha spiegato il primo cittadino – una forma associata dei servizi di Polizia Locale con una conferenza dei sindaci che gestirà tale servizio”. A controbattere con qualche perplessità Giorgio Demezzi (Forza Italia): “Questo penalizzerà il servizio dei nostri vigili e purtroppo non ci sarà più un comandante a organizzare il servizio ma i sindaci, diventando così una decisione politica e non tecnica”.
Pronta replica di Giuseppe Iurato (PD) che ha attaccato: “Voi avevate metà delle telecamere non funzionanti. Noi, invece, metteremo tutto a posto”. “I Vigili Urbani dei paesi – ha invece aggiunto Federico Riboldi (Fratelli d’Italia – svolgono anche compiti come impiegati, autisti e uffici anagrafe”. A seguire gli interventi di Gianni Calvi (Lista Palazzetti) e Assunta Prato (Casale Cuore del Monferrato) a difesa del progetto. In disaccordo invece Emanuele Capra (Lega Nord): “Tutto ciò che fa sinergia non sempre è positivo: ci sono problemi pratici che comportano una critica nel provvedimento in sé”.
“Condivido che ci possano essere delle preoccupazioni – ha puntualizzato il sindaco Titti Palazzetti – ma speriamo che possa andare bene. Lo scopo del progetto è ribadire Casale Capitale del Monferrato e garantire a tutti i Comuni la figura del Vigile Urbano vero e proprio”. Intervenuto subito dopo Nicola Sirchia (Forza Italia): “Non ne faccio una questione di soldi però vorrei sottolineare che se un vigili è impegnato sulla strada da Terranova a Felizzano, è difficile che possa essere anche a Oltreponte, per esempio. Il comandante Valecchi ha la stima di tutti però intanto fa le valigie e sarà assunto un altro con lo stipendio di 80-90 mila euro annui e la sua «speriamo che vada tutto bene» non ci tranquillizza”.
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